Esenzione imposta di registro – aste immobiliari

Esenzione imposta di registro del 9% per gli immobili acquistati all’asta entro il 31 dicembre 2016

Quindi dopo la possibilità di acquistare con mutuo anche alle aste immobiliari, l’esecutivo attraverso il decreto sul credito cooperativo, ha introdotto l’esenzione imposta di registro del 9% per gli immobili acquistati all’asta entro il 31 dicembre 2016, sostituita da una tassa fissa di 200 euro. Con un’unica condizione: che tali beni siano rivenduti entro 24 mesi.

Negli anni abbiamo vissuto un interesse sempre maggiore da parte dell’esecutivo per il mondo delle aste immobiliari. Tale interesse è giustificabile dalle statistiche: 76.675, sono le aste immobiliari che si sono tenute in Italia nel 2014 (+57,94% rispetto al 2011).

Vediamo di fare un po’ di chiarezza, l’acquisto di un immobile nelle vendite giudiziarie è soggetto, come in tutte le compravendite immobiliari, alle imposte indirette (imposta di registro, imposte ipotecarie e imposte catastali).

esenzione-imposta-catastale

Come si calcola l’imposta di registro? Si calcola non sul corrispettivo pagato ma sul valore catastale del fabbricato.

Esenzione imposta di registro sostituita da una tassa fissa di 200 euro

Il valore catastale viene determinato moltiplicando la rendita catastale (rivalutata del 5%) per i seguenti coefficienti:

  • 110 per la prima casa e le relative pertinenze
  • 120 per i fabbricati (non prima casa) appartenenti ai gruppi catastali A e C (escluse le categorie A/10 e C/1).

Per chiarezza facciamo un esempio con un immobile senza l’agevolazione prima casa, con una rendita di 700,00 Euro

R.C. x 1,05 x 120

700 x 1,05 x 120= 88.200 Euro

La mia imposta di registro sarà il 9% di 88.200 Euro ovvero 7938,00 Euro, mentre l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale saranno di 50 euro fisse ciascuna.

L’acquirente dovrà quindi pagare (oltre al prezzo di vendita) Euro 8038,00 (7938+50+50).

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Calcolo esenzione imposta di registro

L’acquirente che acquista un immobile all’asta oggi, grazie al decreto sul credito cooperativo, al posto dell’imposta di registro pagherà Euro 200,00 e l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale saranno di 50 euro fisse ciascuna.

Totale Euro 300,00 (200+50+50), cifra molto inferiore agli 8038,00 Euro che avrebbe pagato in una compravendita normale.

Esenzione imposta di registro a condizione che tali beni siano rivenduti entro 24 mesi

La manovra ha lo scopo di rendere più facile l’acquisto sia da parte delle banche che delle persone fisiche, eliminando l’imposta di registro del 9%. In questo modo si evita che l’immobile subisca un’ulteriore svalutazione del prezzo.

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L’agevolazione spetta per i beni acquistati entro il 31 dicembre 2016 (per il momento, potrebbero esserci delle proroghe qualora la misura producesse effetti positivi) e solo a patto che gli stessi vengano rivenduti nel corso dei due anni successivi.

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